Baccalà alla Vicentina
Nato sulle rive del Bacchiglione, figlio di rotte commerciali e nebbie padane, il Baccalà alla Vicentina porta nel piatto secoli di silenzio contadino e orgoglio di una città che ha fatto del pesce nordico la propria anima mediterranea. È Vicenza stessa: discreta, profonda, tenace.
- Cucina
- Italia - Veneto
- Tempo di preparazione
- 300 minuti
- Difficoltà
- Media
- Porzioni
- 4
La storia di questo piatto
Nato sulle rive del Bacchiglione, figlio di rotte commerciali e nebbie padane, il Baccalà alla Vicentina porta nel piatto secoli di silenzio contadino e orgoglio di una città che ha fatto del pesce nordico la propria anima mediterranea. È Vicenza stessa: discreta, profonda, tenace.
Ingredienti
- 800 g Stoccafisso (baccalà secco)
- 1 L Latte intero
- 4 medie Cipolle bianche
- 8 filetti Acciughe sotto sale
- 100 ml Olio extravergine d'oliva
- 2 spicchi Aglio
- 1 cucchiaino Pepe nero macinato
- quanto basta q.b. Sale
- 3 L Acqua fredda (per ammollamento)
Preparazione
- Metti lo stoccafisso in una bacinella capiente e coprilo con acqua fredda, cambiandola ogni 12 ore per due giorni interi. È il tempo che serve alla carne per riprendersi, ammorbidirsi e liberarsi del sale in eccesso: tienila in un posto fresco, magari in frigorifero se il caldo lo permette. Lo saprai pronto quando, premendo con un dito, la polpa cede morbida come se fosse fresca.
- Togli la buccia esterna alle cipolle e affettale sottili sottili, con un coltello ben affilato per non farle piangere troppo. Stendile poi su un tagliere o un piatto in un unico strato, così cuoceranno tutte insieme senza ammassarsi.
- Sciacqua bene lo stoccafisso ammollato sotto l'acqua corrente e tamponalo con carta assorbente finché non è ben asciutto. Con le dita e un coltellino, segui la lisca centrale e sfilala con pazienza, aiutandoti a sentirla sotto la polpa: l'importante è lasciare i pezzi di pesce il più interi possibile.
- Scalda l'olio in una pentola larga e fai sciogliere aglio e acciughe a fuoco dolce, mescolando piano finché le acciughe si sfaldano da sole diventando quasi una cremina profumata. Unisci le cipolle e falle appassire lentamente, senza fretta: devono ammorbidirsi e diventare trasparenti, non prendere colore, altrimenti il sugo perde la sua dolcezza.
- Adagia i pezzi di stoccafisso sopra il letto di cipolle, con delicatezza, come se li stessi coccolando. Versa il latte fino a coprire tutto quanto e regola di pepe: è il momento di dare al piatto la base che lo renderà cremoso.
- Copri la pentola e lascia cuocere a fiamma bassissima, quasi un sussurro, per 3-4 ore, mescolando con dolcezza ogni mezz'ora perché il fondo non si attacchi. Il segreto è la pazienza: piano piano il pesce si sfalderà da solo e il latte si legherà, fino a diventare una crema morbida e vellutata, con la polpa che si scioglie in bocca.
- Assaggia con calma e aggiusta di sale, ricordando che le acciughe ne danno già parecchio. La consistenza giusta è quella di una crema che avvolge il cucchiaio senza colare via: se ti sembra troppo liquida, alza un poco la fiamma e falla restringere qualche minuto, mescolando spesso perché non si attacchi.
- Versa lo stoccafisso ben caldo in piatti fondi, mettendo cura nel non rompere troppo la polpa e lasciando che la salsa cremosa avvolga tutto. Porta in tavola con fette di pane tostato, perfette per raccogliere fino all'ultima goccia di questo sugo che profuma di casa.