Carciofi alla Giudia
Nel Ghetto di Roma, dove la cucina ebraico-romana ha trovato la sua voce, il carciofo romanesco si fa fiore dorato, simbolo di una tradizione che vive ancora tra i vicoli e le tavole di famiglia. Prezzemolo, limone e olio extravergine raccontano una cucina povera di mezzi e ricchissima di memoria.
- Cucina
- Italia
- Tempo di preparazione
- 45 minuti
- Difficoltà
- Media
- Porzioni
- 4
La storia di questo piatto
Nel Ghetto di Roma, dove la cucina ebraico-romana ha trovato la sua voce, il carciofo romanesco si fa fiore dorato, simbolo di una tradizione che vive ancora tra i vicoli e le tavole di famiglia. Prezzemolo, limone e olio extravergine raccontano una cucina povera di mezzi e ricchissima di memoria.
Ingredienti
- 8 pezzi Carciofi romaneschi
- 1 litro Olio di oliva extravergine
- 2 pezzi Limone (succo per il bagno di ammollo)
- 10 g Sale marino
- 1 g Pepe nero macinato
- 10 g Prezzemolo fresco
- 500 ml Acqua (per il bagno di ammollo con il limone)
Preparazione
- Stacca con le mani le foglie esterne più dure, quelle che non si piegano, taglia la punta spinosa con un colpo netto di coltello e accorcia il gambo, pelandolo. Prepara il bagno di ammollo: in una ciotola versa i 500 ml di acqua e il succo dei 2 limoni. Man mano che li pulisci, immergi i carciofi nel bagno di ammollo per evitare che anneriscano e lasciali lì fino al momento di friggere.
- Scola i carciofi e asciugali accuratamente, foglia per foglia, con un canovaccio o carta assorbente: se restano bagnati l'olio schizza e le foglie non diventano croccanti. Poi, con le dita, apri delicatamente le foglie partendo dal centro, girando il carciofo come per farlo sbocciare. Condiscili all'interno con un pizzico del sale indicato.
- Prima frittura: versa l'olio in una pentola dai bordi alti e scaldalo a 140-150°C. Immergi i carciofi capovolti, con il gambo rivolto verso l'alto, e friggili per 8-10 minuti, finché il cuore risulta tenero (deve cedere alla punta di uno stecchino). Scolali con una schiumarola e lasciali riposare qualche minuto su carta assorbente.
- Seconda frittura: porta l'olio a 170-180°C. Premi leggermente ogni carciofo sulla punta, sul piano di lavoro, per aprire le foglie a fiore, quindi reimmergilo nell'olio e friggilo per 2-3 minuti, finché le foglie diventano dorate e croccanti come petali. Tiralo su con la schiumarola e scola bene l'olio in eccesso su carta assorbente.
- Condisci subito i carciofi ancora bollenti con il sale rimasto, il pepe macinato e il prezzemolo tritato fresco. Assaggia una foglia prima di portarli in tavola per verificare il sale. Servi immediatamente, finché sono caldi e croccanti.