Ful Medames con Uova Sode, Tahina e Pane Pita Tostato
Il ful medames è il piatto-alba d'Egitto, nato nelle cucine dell'antico Nilo e attraversato dai secoli fino alle tavole di tutto il Medio Oriente, del Nord Africa e del Corno d'Africa. Le fave lente, cotte con pazienza e svegliate dal limone vivo, sono il primo gesto di casa di un'intera terra.
- Cucina
- Levante
- Tempo di preparazione
- 715 minuti
- Difficoltà
- Facile
- Porzioni
- 4
La storia di questo piatto
Il ful medames è il piatto-alba d'Egitto, nato nelle cucine dell'antico Nilo e attraversato dai secoli fino alle tavole di tutto il Medio Oriente, del Nord Africa e del Corno d'Africa. Le fave lente, cotte con pazienza e svegliate dal limone vivo, sono il primo gesto di casa di un'intera terra.
Ingredienti
- 300 g Fave secche decorticate
- 1200 ml Acqua per l'ammollo
- 1000 ml Acqua per la cottura delle fave
- 4 pezzo Uova
- 3 spicchio Aglio
- 2 cucchiaino Cumino in polvere
- 60 ml Succo di limone
- 60 ml Olio extravergine d'oliva
- 6 g Sale fino
- 2 pezzo Pomodori maturi
- 1/2 mazzetto Prezzemolo
- 4 pezzo Pane pita
- 80 g Tahina (pasta di sesamo)
- 60 ml Acqua fredda per la salsa di tahina
- 1 pizzico Peperoncino in fiocchi
- 1000 ml Acqua per le uova
Preparazione
- Il giorno prima versa le fave decorticate in una ciotola capiente con i 1200 ml di acqua fredda: devono stare coperte di almeno tre dita, perché si gonfiano parecchio. Lasciale in ammollo tutta la notte, 8-10 ore, a temperatura ambiente: è tempo passivo, non devi fare nulla. Al mattino le vedrai più grosse, con la buccia leggermente liscia e tesa. Scolale e sciacquale sotto l'acqua corrente finché non scorre limpida: così se ne va ogni residuo e il sapore resta pulito.
- Metti le fave in una pentola dal fondo spesso con 1000 ml di acqua fredda, senza sale e senza limone: sale e acidità aggiunti presto indurirebbero la buccia e le fave non si ammorbidirebbero mai. Porta a bollore a fuoco medio, togli con un mestolo la patina grigiastra che sale in superficie, poi abbassa al minimo. Copri con il coperchio socchiuso e lascia cuocere pianissimo, con appena un sobbollire lento, per 45-75 minuti: le fave decorticate ammollate cuociono in fretta, quindi controlla la tenerezza già dopo 45 minuti. Sono pronte quando una fava si schiaccia senza resistenza tra due dita e il liquido è diventato torbido e vellutato; non spingere oltre, o si sfalderanno in purea e non resterà il terzo di fave intere. Se l'acqua si ritira troppo, aggiungine un mestolo caldo, mai freddo, per non fermare la cottura.
- Mentre le fave cuociono, metti le uova in un pentolino con 1000 ml di acqua fredda, porta a bollore e da lì conta 9 minuti a fuoco medio: il tuorlo resterà sodo ma ancora lucido e dorato, senza anello verdastro. Passale subito in acqua e ghiaccio per 5 minuti e poi sgusciale: il freddo blocca la cottura e rende il guscio più facile da togliere. Intanto prepara la tahina: in una ciotola unisci gli 80 g di tahina con metà del succo di limone (30 ml) e 1 spicchio d'aglio schiacciato con un pizzico di sale (circa 1 g, preso dai 6 g totali). Mescola con la frusta: all'inizio si rapprende e diventa una pasta dura, è normale, non arrenderti. Aggiungi i 60 ml di acqua fredda un cucchiaio alla volta, sbattendo, finché la salsa diventa color avorio, liscia e fluida come una panna; assaggia, deve essere cremosa con un fondo di limone.
- Pesta nel mortaio i 2 spicchi d'aglio rimasti con 4 g di sale fino a ottenere una crema, poi mescola con il cumino e il restante succo di limone (30 ml). Quando le fave sono morbide, scolale tenendo da parte un mestolo del liquido di cottura, rimettile nella pentola e schiacciale grossolanamente con una forchetta o uno schiacciapatate: un terzo deve restare intero, per una consistenza rustica e mai liscia come una purea. Unisci la pasta d'aglio e limone e mescola: il sale va qui, a fine cottura, quando non può più indurire nulla. Se il composto è troppo asciutto, allungalo con un po' del liquido tenuto da parte, fino a quando vela il cucchiaio. Lascia insaporire a fuoco spento per 5 minuti.
- Tosta le pita una alla volta in una padella asciutta a fuoco medio-alto, circa 1 minuto per lato, finché sono calde e fragranti, con qualche macchia dorata e il bordo appena croccante. Taglia i pomodori a dadini e trita grossolanamente il prezzemolo. Poi assaggia le fave e correggi con calma: se sono piatte, serve un goccio di limone in più; se mancano di carattere, un pizzico di sale dal grammo rimasto. Assaggia sempre prima di portare in tavola, è il gesto che fa la differenza.
- Distribuisci le fave calde in quattro piatti fondi, facendo con il dorso del cucchiaio una piccola conca al centro. Versa su ciascuno un filo generoso di olio extravergine (15 ml a piatto, 60 ml in tutto), poi aggiungi i dadini di pomodoro e il prezzemolo. Adagia due metà di uovo sodo per piatto, con un pizzico di sale e di peperoncino sul tuorlo (il sale è il grammo rimasto dei 6 totali, diviso sui quattro piatti), e una cucchiaiata di salsa di tahina sul bordo, così ciascuno la dosa a piacere. Servi subito con la pita tostata calda, da strappare e usare come cucchiaio: è la regola di casa, qui il pane non è un contorno ma metà del piatto.