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Maccu di San Giuseppe Fritto

Il Maccu di San Giuseppe Fritto è un voto antico fatto cibo, nato nelle strade di Sicilia per onorare il santo dei poveri con quello che la terra generosa offriva: le fave, semi umili e nutrienti, trasformati dalla devozione popolare in oro commestibile. È street food di piazza e di fede, memoria di un'isola che ha sempre saputo fare miracoli con poco.

Cucina
Italia - Sicilia
Tempo di preparazione
90 minuti
Difficoltà
Media
Porzioni
4

La storia di questo piatto

Il Maccu di San Giuseppe Fritto è un voto antico fatto cibo, nato nelle strade di Sicilia per onorare il santo dei poveri con quello che la terra generosa offriva: le fave, semi umili e nutrienti, trasformati dalla devozione popolare in oro commestibile. È street food di piazza e di fede, memoria di un'isola che ha sempre saputo fare miracoli con poco.

Ingredienti

  • 400 g Fave secche decorticate
  • 1 litro Acqua
  • 10 g Sale marino
  • 1 rametto Finocchietto selvatico
  • 30 ml Olio extravergine di oliva (per il maccu)
  • 500 ml Olio di semi per friggere
  • 3 g Pepe nero macinato fresco

Preparazione

  1. Sciacqua bene le fave sotto l'acqua corrente, poi mettile in una pentola grande insieme all'acqua fredda, al sale e al rametto di finocchietto selvatico. Porta a bollore, poi abbassa a fiamma media e lascia cuocere piano per 45-50 minuti: vedrai le fave aprirsi e sfaldarsi da sole, segno che sono pronte. Un consiglio da vecchia cucina: se l'acqua si consuma troppo, aggiungine sempre di calda, mai fredda, così la cottura non si ferma.
  2. Quando le fave sono morbidissime, togli il rametto di finocchietto e frulla tutto con un passaverdure o un frullatore a immersione, finché non ottieni una crema liscia, senza grumi, che scivola dal cucchiaio. Versa l'olio extravergine a filo e mescola con cura, sentirai il profumo che si arrotonda e diventa più pieno: è il segno che l'olio si è legato bene alla purea.
  3. Bagna una teglia rettangolare con acqua fredda, questo evita che il composto si attacchi, poi versaci il maccu e livellalo con una spatola bagnata fino a uno spessore di circa 2 cm. Lascia riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti, il tempo che si rassodi in superficie, poi passa in frigorifero per un'ora intera: deve diventare sodo al tatto, come una polenta fredda.
  4. Quando il maccu si è ben solidificato, taglialo a cubetti di 3-4 cm con un coltello bagnato: bagnare la lama è il segreto per un taglio netto, senza che il composto si sbricioli. Nel frattempo scalda l'olio di semi in una padella profonda fino a 170°C: se non hai un termometro, butta un pezzetto di pane, deve sfrigolare e dorarsi in pochi secondi.
  5. Friggi i cubetti pochi alla volta, per 2-3 minuti per lato, senza affollare la padella altrimenti l'olio si raffredda e il maccu si inzuppa invece di dorarsi. Devono uscire con una crosticina dorata e croccante fuori, morbida dentro: scolali su carta assorbente e condisci subito con sale e una macinata generosa di pepe nero, così il calore fa aderire meglio i sapori.

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