Pimientos de Padrón
In Galizia i pimientos de Padrón sono un rito di tavola più che un piatto: piccoli, verdi, lucidi, arrivano al centro del tavolo e si mangiano con le dita, tra risate e un bicchiere di vino bianco. Il loro nome racconta Padrón, ma la loro anima è la convivialità semplice di una terra che sa fare festa con quasi niente.
- Cucina
- Spagna
- Tempo di preparazione
- 10 minuti
- Difficoltà
- Facile
- Porzioni
- 4
La storia di questo piatto
In Galizia i pimientos de Padrón sono un rito di tavola più che un piatto: piccoli, verdi, lucidi, arrivano al centro del tavolo e si mangiano con le dita, tra risate e un bicchiere di vino bianco. Il loro nome racconta Padrón, ma la loro anima è la convivialità semplice di una terra che sa fare festa con quasi niente.
Ingredienti
- 400 g Pimientos de Padrón freschi
- 150 ml Olio extravergine di oliva per friggere
- 8 g Sale grosso marino
Preparazione
- Lava i Pimientos de Padrón sotto acqua fredda, poi asciugali uno a uno con carta assorbente, strofinandoli più volte finché la buccia non è completamente asciutta al tatto. Non avere fretta in questo gesto: è il segreto della frittura croccante, perché anche una sola goccia d'acqua, a contatto con l'olio caldo, lo fa schizzare e ammolla la buccia. Se hai tempo, lasciali un quarto d'ora su un canovaccio pulito prima di cuocerli (attesa facoltativa).
- Versa l'olio in una padella ampia, in modo da formare uno strato di circa 1 cm, e accendi il fuoco medio-alto. L'olio deve essere caldo ma non fumante, intorno ai 170-180 °C: se comincia a fumare, abbassa subito la fiamma, perché un olio troppo caldo brucia i peperoni e li rende amari. Per una prova sicura, lascia cadere un pezzetto di peperone: deve sfrigolare subito, con tante bollicine intorno.
- Versa i peperoni nella padella in strato unico, o quasi: devono stare larghi, senza sovrapporsi troppo. Se la padella è piccola, friggili in due volte, altrimenti l'olio si raffredda e loro si ammollano invece di friggere. Girali ogni 30-40 secondi con un cucchiaio di legno o una pinza, sollevandoli bene dal fondo, per 3-4 minuti totali. Tieni un po' di distanza dalla padella, perché all'inizio qualche schizzo può partire.
- La cottura è a punto quando la pelle si fa rugosa, arricciata, con macchie marrone scuro e qualche punto quasi nero. Quei segni scuri non sono un errore, sono il sapore: significa che i peperoni si sono caramellati e hanno preso quel gusto un po' affumicato che li rende irresistibili. Se sono ancora lisci e verde brillante, dagli ancora qualche secondo.
- Con un mestolo forato, quello con i buchi, solleva i peperoni dalla padella e lasciali sgocciolare un istante prima di posarli su un piatto foderato di carta assorbente. La carta beve l'olio in eccesso e li mantiene asciutti e croccanti. Non lasciarli troppo a lungo nell'olio una volta cotti, perché continuerebbero a cuocere.
- Appena i peperoni sono sul piatto, ancora caldi e unti, cospargili con una presa abbondante di sale grosso marino, distribuendolo dall'alto con le dita per coprirli tutti. Il sale si attacca bene alla buccia calda e dà il suo meglio, perché a freddo scivolerebbe via. Portali in tavola subito, ancora tiepidi: è il momento in cui sono più buoni e più croccanti. Si mangiano prendendoli per il picciolo, che si tiene in mano e si scarta. Ricorda che qualcuno è piccante, ed è il gioco di questo piatto.