Pizza Napoletana Margherita
Nata sui vicoli acciottolati di Napoli, la Margherita non è un piatto: è un atto d'identità, il manifesto silenzioso di un popolo che ha trasformato la povertà in bellezza assoluta. Patrimonio dell'umanità perché l'umanità intera, quando la morde, riconosce qualcosa di antico e vero dentro di sé.
- Cucina
- Italia - Campania
- Tempo di preparazione
- 195 minuti
- Difficoltà
- Media
- Porzioni
- 2
La storia di questo piatto
Nata sui vicoli acciottolati di Napoli, la Margherita non è un piatto: è un atto d'identità, il manifesto silenzioso di un popolo che ha trasformato la povertà in bellezza assoluta. Patrimonio dell'umanità perché l'umanità intera, quando la morde, riconosce qualcosa di antico e vero dentro di sé.
Ingredienti
- 500 g Farina di grano tenero tipo 00
- 325 ml Acqua fredda
- 10 g Sale marino fino
- 3 g Lievito di birra secco
- 400 g Pomodori San Marzano pelati
- 250 g Fior di latte fresco
- 12 foglie Basilico fresco DOP
- 30 ml Olio extravergine di oliva
Preparazione
- Sciogli il lievito nell'acqua fredda mescolando con le dita finché non senti più grumi, poi versa la farina e amalgama fino a formare una massa un po' grezza e appiccicosa. Aggiungi il sale solo ora, mai prima, perché altrimenti rallenta il lievito, e lavora con energia per 10 minuti: l'impasto è pronto quando lo tocchi e torna indietro elastico, liscio come la pelle di un bambino.
- Metti l'impasto in una ciotola capiente unta d'olio, così non si attacca mentre cresce, e copri con un panno umido o un coperchio per non farlo seccare in superficie. Lascialo riposare al fresco della cucina, lontano da correnti d'aria e fonti di calore dirette: sarà pronto quando avrà raddoppiato il volume e vedrai tante bollicine allegre affiorare in superficie.
- Schiaccia i pomodori San Marzano con le mani pulite, delicatamente, senza ridurli in poltiglia: devono restare un po' grossolani, questo dà carattere al sugo. Aggiungi un pizzico di sale e un filo d'olio, poi lascia riposare: i pomodori piano piano rilasceranno il loro succo dolce e profumato, e il sugo si farà da solo senza fatica.
- Dividi l'impasto in due parti uguali con le mani infarinate, senza tagliare ma piegando la pasta sotto di sé per formare due palline lisce e tese. Coprile e lasciale riposare: durante questo tempo accendi il forno al massimo, così quando la pizza sarà pronta anche il forno lo sarà, caldo come una fornace.
- Prendi una pallina e stendila con la punta delle dita partendo dal centro verso i bordi, mai con il matterello che schiaccia via tutta l'aria della lievitazione. Lascia il bordo un po' più alto e spesso, sarà il cornicione che si gonfierà in forno, e appoggia il disco su carta da forno o sulla pala ben infarinata perché scivoli via facile.
- Versa il sugo al centro e distribuiscilo con il dorso di un cucchiaio, girando in cerchio dal centro verso l'esterno, come per disegnare una spirale, fermandoti a due dita dal bordo. Spezzetta il fior di latte con le mani e disponilo qua e là con generosità ma senza esagerare: la pizza deve respirare, non affogare nel formaggio.
- Inforna alla temperatura più alta che il tuo forno può darti, regolando il tempo di conseguenza: pochi secondi se hai la fortuna di un forno a legna, qualche minuto in più con la pietra refrattaria o il forno di casa. Guarda bene: la base deve dorarsi a chiazze scure, il cornicione deve gonfiarsi allegro con qualche bruciacchiatura qua e là, segno che il calore ha fatto il suo lavoro.
- Appena sfornata, adagia sopra qualche foglia di basilico fresco spezzettata con le mani, mai col coltello che la annerisce, un filo d'olio buono a crudo e una piccola presa di sale marino. Portala subito in tavola e mangiala calda, quando il cornicione è ancora soffice dentro e croccante fuori: la pizza non aspetta, è lei che va aspettata.