Polenta e Osei Bergamasca
Polenta e osei nasce nella cucina contadina e di caccia tra il Bergamasco e il Vicentino, quando gli uccelletti d'autunno finivano sullo spiedo accanto al mais giallo; le fonti non ne fissano una data precisa. È un piatto di povertà dignitosa e di stagione, dove fumo, salvia e lardo raccontano le colline prima dell'inverno.
- Cucina
- Italia
- Tempo di preparazione
- 90 minuti
- Difficoltà
- Media
- Porzioni
- 4
La storia di questo piatto
Polenta e osei nasce nella cucina contadina e di caccia tra il Bergamasco e il Vicentino, quando gli uccelletti d'autunno finivano sullo spiedo accanto al mais giallo; le fonti non ne fissano una data precisa. È un piatto di povertà dignitosa e di stagione, dove fumo, salvia e lardo raccontano le colline prima dell'inverno.
Ingredienti
- 300 g Farina di mais gialla bramata a grana grossa
- 1500 ml Acqua per la polenta
- 15 g Sale grosso per l'acqua della polenta
- 12 pezzo Uccelletti da spiedo (quaglie giovani o piccoli volatili di allevamento, già puliti)
- 150 g Lardo o pancetta tesa a fette sottili
- 24 pezzo Foglie di salvia fresca
- 40 g Burro
- 4 pezzo Bacche di ginepro
- 1 pezzo Foglia di alloro
- 4 g Sale fino per gli uccelletti
- 1 pizzico Pepe nero macinato al momento
- 1 cucchiaino Succo di limone
Preparazione
- Porta a bollore l'acqua con il sale grosso in una pentola alta e dal fondo pesante, che tiene il calore e non fa attaccare nulla. Quando bolle forte, lascia cadere la farina a pioggia sottilissima con una mano, mentre con l'altra giri senza sosta con la frusta: è così che non si formano grumi. Poi abbassa a fuoco dolce e passa al mestolo di legno. Il primo sale va nell'acqua, adesso: la polenta deve nascere saporita, non essere salvata alla fine.
- Lascia cuocere la polenta per circa 55 minuti, mescolando con regolarità e andando a fondo, soprattutto sul fondo e lungo i bordi, dove tende ad attaccarsi. Il fuoco giusto è quello che regala solo qualche 'plof' lento in superficie. È pronta quando si stacca pulita dalle pareti della pentola, il profumo si fa dolce, di mais tostato, e il cucchiaio resta quasi in piedi. Se si addensa troppo prima del tempo, aggiungi un mestolino di acqua bollente e rimescola.
- Mentre la polenta lavora, occupati degli uccelletti: asciugali bene con carta da cucina, perché la pelle asciutta si dora e quella bagnata lessa. Condiscili dentro e fuori con sale fino e pepe. Schiaccia le bacche di ginepro, spezzetta l'alloro e strofina questo aroma sulla pelle: smorza l'odore selvatico della carne senza coprirla. Taglia il lardo a fette sottili, larghe quanto un uccelletto.
- Infila sugli spiedi di legno quattro uccelletti per spiedo (in tutto tre spiedi), alternando un uccelletto, una foglia di salvia, una fetta di lardo ripiegata, un'altra foglia di salvia, e così via fino in fondo. Non stringere i pezzi: tra l'uno e l'altro deve passare il calore, altrimenti fuori si cuoce e dentro resta crudo.
- Scalda una padella molto larga e pesante (almeno 32 cm, oppure due padelle) a fuoco medio-basso con i 40 g di burro, oppure usa la brace con fuoco lento se hai lo spiedo. Se la padella non basta per tre spiedi insieme, cuocili in due riprese, dividendo il burro a metà (20 g per ciascuna ripresa) e tenendo al caldo i primi spiedini coperti con un foglio di alluminio. Cuoci gli spiedini per circa 25 minuti in tutto, girandoli ogni 4-5 minuti. Niente acqua né brodo: la carne cuoce nel suo grasso e in quello del lardo, che si scioglie e profuma di salvia. Capisci che ci sei quando la pelle è dorata e lucida, il lardo trasparente e un po' croccante ai bordi, la salvia scura e sfrigolante. Controlla la cottura al cuore: pungi la parte più spessa di un uccelletto, i succhi devono uscire chiari e la carne non deve avere zone rosate (circa 74°C al cuore); se serve, prolunga di qualche minuto a fuoco basso. Se la pelle colora troppo in fretta, abbassa subito il fuoco: a fiamma alta brucia, e l'amaro non si rimedia.
- Spegni il fuoco e lascia riposare gli spiedini per 3 minuti nel loro fondo, così le carni si rilassano e restano succose. Poi, sul fondo di cottura ancora tiepido (se hai cotto in due riprese, riuniscilo in una sola padella), versa il succo di limone e rimescola con un cucchiaio raschiando tutti i succhi attaccati alla padella. Quel tocco acido taglia il grasso del lardo e rende il sughetto vivo, per nulla stucchevole.
- Rovescia la polenta bollente su un tagliere di legno o su un piatto grande, in un'unica colata fumante. Adagia gli spiedini sopra e versa a cucchiaiate il sughetto di cottura. Prima di portare in tavola assaggia un pezzetto di carne e un po' di polenta: se serve, aggiungi un pizzico di sale e una macinata di pepe. Si mangia subito, con la polenta ancora bollente e il sughetto di lardo e salvia che sfrigola ancora.