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Tarta de Santiago

Nata tra le nebbie verdi della Galizia, questa torta porta incisa la croce di Santiago come un voto mantenuto, dolce offerta dei pellegrini che arrivavano esausti e trovavano nelle mandorle locali il sapore della grazia.

Cucina
Spagna
Tempo di preparazione
75 minuti
Difficoltà
Media
Porzioni
8

La storia di questo piatto

Nata tra le nebbie verdi della Galizia, questa torta porta incisa la croce di Santiago come un voto mantenuto, dolce offerta dei pellegrini che arrivavano esausti e trovavano nelle mandorle locali il sapore della grazia.

Ingredienti

  • 250 g Mandorle pelate
  • 250 g Zucchero semolato
  • 5 pezzi Uova intere
  • 2 pezzi Buccia grattugiata di limone
  • 2 cucchiai Succo di limone fresco
  • 50 g Burro ammorbidito
  • 30 g Farina di mandorle
  • 2 cucchiai Zucchero a velo per decorazione
  • 1 pizzico Sale

Preparazione

  1. Accendi il forno a 180°C, così quando l'impasto sarà pronto lui ti aspetta già caldo. Metti le mandorle pelate nel robot da cucina e tritale bene, ma con giudizio: fermati quando diventano come una polvere leggermente umida al tatto, non appena senti che rischi di farle diventare farina secca o peggio, una pasta oleosa. Il segreto è dare colpi brevi e controllare spesso, perché le mandorle scaldandosi rilasciano il loro olio in fretta.
  2. In una ciotola capiente sbatti le uova intere con lo zucchero, con le fruste elettriche o a mano se hai polso buono, per 8-10 minuti buoni: non avere fretta, è qui che nasce la sofficezza della torta. Devi vedere il composto diventare chiaro come la crema, gonfio e quasi raddoppiato, che quando sollevi le fruste lascia un nastro che si posa lentamente sopra. A questo punto profuma già di buono: aggiungi la buccia grattugiata e il succo di limone, mescolando piano per non smontare l'aria che hai faticato a incorporare.
  3. Ora unisci le mandorle tritate, la farina di mandorle, il burro morbido e il sale, ma con delicatezza: usa una spatola larga e gira dal basso verso l'alto, come per avvolgere l'impasto su se stesso. Questo gesto lento è quello che mantiene tutta l'aria che hai montato prima, e la torta ti ringrazierà venendo su soffice. Non ti preoccupare se qualche grumo di burro resta visibile, l'importante è non smontare il composto girando troppo forte.
  4. Foderiamo una tortiera da 24 cm con la carta forno, magari bagnandola prima e strizzandola così aderisce meglio agli angoli. Versa l'impasto e livella la superficie con una spatola bagnata: l'acqua evita che l'impasto si attacchi e ti permette di lisciare tutto con un solo passaggio, senza tirare e smontare la superficie.
  5. Inforna e lascia cuocere per 35-40 minuti, resistendo alla tentazione di aprire il forno nei primi 25, altrimenti la torta rischia di afflosciarsi per lo sbalzo d'aria fredda. Guarda quando la superficie diventa dorata e profuma di mandorle tostate: allora prova con uno stecchino al centro, che deve uscire umido di briciole ma non bagnato di impasto crudo. Se vedi che si scurisce troppo in superficie ma dentro è ancora crudo, copri con un foglio di alluminio e continua la cottura.
  6. Sforna la torta e lasciala riposare 10 minuti proprio nella teglia, così si assesta e non si spezza quando la sposti. Trasferiscila poi su una griglia, sempre con la carta forno sotto, e lasciala raffreddare completamente prima di toccarla: se la decori calda, lo zucchero a velo si scioglierà e perderai tutto l'effetto.
  7. Quando la torta è ben fredda al tatto, prendi la tua mascherina a forma di Croce di Santiago, magari ritagliata da un cartoncino rigido, e appoggiala al centro della superficie. Spolvera lo zucchero a velo con un colino fine, tenendo la mano ferma e lavorando con movimenti decisi ma leggeri, poi solleva la mascherina dritta verso l'alto senza farla scivolare, per non sbavare il disegno.

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