Trofie al Pesto Genovese
Le Trofie al Pesto Genovese sono la voce del mare ligure tradotta in pasta: nascono tra caruggi che sanno di salsedine e orti arroccati sulle scogliere, dove il basilico cresce coccolato dal sole e dall'aria salmastra. Ogni boccone è un patto antico tra la terra povera e generosa della Liguria e le mani di chi l'ha sempre saputa ascoltare.
- Cucina
- Italia - Liguria
- Tempo di preparazione
- 20 minuti
- Difficoltà
- Media
- Porzioni
- 4
La storia di questo piatto
Le Trofie al Pesto Genovese sono la voce del mare ligure tradotta in pasta: nascono tra caruggi che sanno di salsedine e orti arroccati sulle scogliere, dove il basilico cresce coccolato dal sole e dall'aria salmastra. Ogni boccone è un patto antico tra la terra povera e generosa della Liguria e le mani di chi l'ha sempre saputa ascoltare.
Ingredienti
- 400 g Trofie fresche o secche
- 80 g Basilico genovese DOP
- 50 g Pinoli tostati
- 2 spicchi Aglio
- 100 g Parmigiano Reggiano DOP grattugiato
- 50 g Pecorino Romano stagionato
- 150 ml Olio extravergine di oliva ligure
- 10 g Sale marino grosso
- 150 g Patate novelle
- 100 g Fagiolini freschi
Preparazione
- Prendi il mortaio di marmo e strofina bene le pareti con uno spicchio d'aglio, così il profumo si attacca alla pietra e accompagna tutto il pesto. Metti dentro i pinoli e pestali piano, con pazienza, giusto per rompere la buccia e far uscire l'olio che portano dentro: non devono diventare farina, ma restare un poco spezzettati.
- Lava le foglie di basilico e asciugale con delicatezza, magari tamponandole con un panno, perché l'acqua che resta rovina il colore e il sapore. Togli gli steli e aggiungi le foglie nel mortaio un poco alla volta, con un pizzico di sale marino grosso che aiuta ad abrasare le foglie e a estrarre la clorofilla senza scaldarle, pestando con un movimento rotondo e leggero, quasi una carezza: il segreto è non schiacciare con forza, sennò il basilico si scalda e perde il suo profumo fresco.
- Ora unisci i formaggi grattugiati, Parmigiano e Pecorino, e continua a girare il pestello con delicatezza, senza fretta. Versa l'olio a filo, poco per volta, mescolando sempre: vedrai il composto diventare lucido e cremoso, di un bel verde brillante, il segno che il pesto è pronto.
- Metti a bollire abbondante acqua, salala con il resto del sale marino grosso e cuoci le patate novelle insieme ai fagiolini per 8-10 minuti, finché li senti teneri ma non disfatti quando li pungi con la forchetta. Nella stessa acqua, o in un'altra pentola, cuoci le trofie: sono pronte quando iniziano a salire a galla, e a quel punto scolale subito, tenendo da parte un mestolo della loro acqua che può sempre servire.
- Versa le trofie ancora calde in una ciotola grande, quella è importante perché il calore della pasta aiuta il pesto a sciogliersi senza bisogno di fuoco. Aggiungi il pesto, le patate e i fagiolini, e mescola con movimenti lenti e delicati, come se stessi avvolgendo la pasta in una coperta verde. Finisci con una macinata abbondante di pepe nero, che qui ci sta proprio bene.
- Porta in tavola subito, nei piatti caldi, perché questo è un piatto che non aspetta. Un filo di olio buono a crudo e qualche fogliolina di basilico fresco sopra danno l'ultimo tocco di profumo. Ricorda sempre: il pesto genovese non si cuoce mai, il calore della pasta basta e avanza per farlo diventare cremoso e invitante.